PED : MESSA IN SERVIZIO di recipienti in pressione e relativa REGISTRAZIONE a portale CIVA di INAIL

La PED, recepita in Italia con il DM 329/04, prevede una procedura per la messa in servizio degli impianti in pressione : all´atto della messa in esercizio l´utilizzatore deve inviare la richiesta di messa in esercizio all´INAIL e all´AUSL di competenza
La direttiva tratta le attrezzature a pressione con pressione PS, press massima ammissibile superiore a 0,5 bar , quindi salvo rare eccezioni tutti i compressori ed i serbatoi.

IL DECRETO prevede una denuncia di messa in servizio recipiente in pressione, ogni qualvolta ci troviamo in presenza di :
– impianto nuovo
– impianto modificato ( inseriti nuovi componenti)
– impianto traslocato

Chi è tenuto a fare la DENUNCIA (o dichiarazione) di MESSA IN SERVIZIO  ??

La dichiarazione è a carico dell ‘ UTILIZZATORE DELL’IMPIANTO ed è da presentare all’ente competente (INAIL) tramite portale CIVA

Al portale CIVA accede solo Il Legale Rappresentante dell’azienda o un suo Delegato ai servizi , tramite credenziali INAIL

Elenco documenti da allegare :

– dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (una dichiarazione in cui ci si assume la responsabilità di aver verificato che i lavori siano stati eseguiti in conformità alle specifiche dei costruttori)
– richiesta di verifica messa in servizio (in cui si chiede ad INAIL di fare una ispezione sull’impianto)
– relazione tecnica con schema impianto

Link utili :

INFORMATIVA CIVA   ACCESSO PORTALE CIVA  

Manuale istruzioni portale CIVA

Il servizio pratica messa in servizio

APPROFONDIMENTO : CHI DEVE FORNIRE LA DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA PRATICA INAIL 

L’acquisto di un compressore e di relativo serbatoio di accumulo , ove non sia specificato , non comprende la fornitura di servizi accessori quali il montaggio e la relazione tecnica (obbligatoria per la registrazione sul portale CIVA )

Acquistando le attrezzature in pressione direttamente dal produttore , si verifica sempre l’assurdo che si viene abbandonati , perché il commerciale non è in grado di offrire alcun servizio accessorio alla vendita  ; questo succede anche se si acquista da molti rivenditori generici , quando il compressore è una delle tante attrezzature che vendono e quindi non hanno una cultura specifica per aria compressa . Anche quando si fanno capannoni NUOVI e ci si affida ad un impiantista che faccia da capocommessa per tutto quello che riguarda i servizi , c’è sicuramente un capitolato ed un progetto , ma non la relazione tecnica , che ha lo scopo di specificare nel dettaglio specifiche che a un progettista non interessano per fare i dimensionamenti .

La legge dice che chi vende compressori e serbatoi è tenuto a fornire i certificati CE dei serbatoi e delle valvole di sicurezza , ma NON è tenuto ad altro , quindi la “relazione tecnica” si trova in un limbo e  la maggior parte dei venditori evita del tutto di parlarne .

Questo comporta che tantissimi impianti non sono registrati , perché al cliente non viene detto ,  oppure si basa sul “sentito dire” ad esempio che i serbatoi da 720 litri sono “esonerati” quindi ritiene opportuno non fare niente .

Quando invece l’acquisto avviene attraverso specialisti in aria compressa o più semplicemente  , c’è un RSPP che sa il fatto suo , viene detto che i recipienti a pressione vanno sempre denunciati e che questa registrazione è a carico dell’utilizzatore dell’impianto .

Nelle nostre offerte dal 2009 è sempre specificato fra le condizioni di fornitura ” pratica ped ” o “relazione tecnica ” ed è indicato se è inclusa oppure esclusa ma disponibile in economia

Il servizio consiste :

– Preparazione e raccolta documentale
– Relazione tecnica e verifica dei dimensionamenti
– Verifica adeguatezza dei componenti dell’impianto
– Controllo validità dei certificati dei recipienti e delle valvole pre-esistenti
– Preparazione del file “relazione” da allegare sul portale CIVA

Per aspetti legati alla privacy , noi NON siamo abilitati ad accettare la “delega ai servizi” che consente di avere accesso al portale CIVA per conto del cliente , ma forniamo supporto la procedura guidata sull’inserimento dei dati nel portale , istruzioni semplificate passo passo ed eventuale assistenza informatica a distanza

DPR 146/18 – Obbligo registrazione apparecchiature contenenti Gas Fluorurati

ARIAC , in conformità a quanto previsto dal DPR , registra TUTTI gli essiccatori frigoriferi che vende/installa e successivamente manutenta , essi saranno periodicamente verificati in quanto dispositivi NON ermeticamente sigillati ; le rilevanze vanno annotate sul registro elettronico e le eventuali riparazioni devono essere segnalate e monitorate dopo 30 gg dalla riparazione  . ARIAC , che interverrà esclusivamente a fronte di un ordine del cliente , fisserà le scadenze secondo le tabelle di legge .  I dati di riferimento si trovano in tabelle che riportano la conversione da peso del gas ad equivalente di inquinamento prodotto , espresso in Tonnelate di Co2 . Le tabelle servono solo per stabilire a frequenza e non l’obbligatorietà : tutti gli essiccatori frigoriferi sono circuiti aperti non a tenuta stagna e tutti sono soggetti all’obbligatorietà di :

  • inserimento nel registro FGAS
  • manutenzione periodica

Il cliente che non fa le verifiche di legge , si espone a quanto previsto dal decreto del 5 dicembre 2019, n. 163, recante “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 517/2014 , sanzioni dai 5000 ai 100000 euro (gazzetta ufficiale del 02/01/2020) . Come detto ARIAC  registra tutti gli essiccatori e chiller che vende , ma non può obbligare in alcun modo il cliente ad ottemperare agli obblighi di legge , ne tantomeno può sapere se il cliente ha deciso di fare seguire la manutenzione da altra ditta , pertanto la responsabilità di una erronea tenuta del registro ricade completamente sul cliente .